5 curiosità sul Natale (più una)

Ti stai chiedendo quale sia l’origine di Babbo Natale? Oppure vorresti sapere tutto sul Presepe e la Stella Cometa? Non sai da cosa deriva la Befana oppure quale sia l’origine dell’Albero di Natale?

Se ti stai domandando tutto questo allora seguici in questo articolo nel quale abbiamo cercato di raccontare 5 curiosità sul Natale legate proprio a queste tradizioni, usanze e credenze che spesso nascono da basi e tradizioni sia pagane che religiose.

Non ti resta che proseguire la lettura e dare una risposta definitiva a tutte le tue domande!

5 curiosità sul Natale (che non puoi perderti)

Cominciamo con le 5 curiosità a nostro avviso più interessanti e che abbiamo deciso di pubblicare in questo articolo e che riguardano Babbo Natale e la sua origine, l’albero di Natale, la Befana e la sua storia, il Presepe e la Stella Cometa.

Se hai una curiosità che vorresti pubblicare e condividere con noi puoi scriverla nei commenti e saremo lieti di pubblicarla ed approfondirla insieme.

L’origine di Babbo Natale

Il mito di Babbo Natale nasce dalla leggenda di san Nicola, vissuto nel IV secolo, che si festeggia tradizionalmente il 6 Dicembre.

Al Santo sono legate due vicende: la storia delle tre fanciulle povere che il padre meditava di far prostituire e che per tre notti Nicola gettò loro attraverso la finestra aperta altrettanti sacchi d’oro come dote per farle sposare (gesto che diede a Nicola la fama di generoso portatore di doni); e la storia dei tre ragazzi che chiedono ospitalità in una locanda: l’oste e sua moglie li accolgono volentieri perché hanno finito la carne in dispensa per poi farli a pezzi con l’accetta e metterli in salamoia.

E’ a quel punto che san Nicola bussa alla porta e si fa portare in dispensa, dove estrae dalla salamoia i tre giovani, vivi e vegeti.

Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo (6 dicembre). In molte località dell’Europa ancora oggi la notte del 5 dicembre in groppa al suo cavallino fa concorrenza a Babbo Natale.

Nei Paesi protestanti, invece, san Nicola perse l’aspetto del vescovo cattolico ma mantenne il ruolo benefico col nome di Samiklaus, Sinterclaus o Santa Claus e i festeggiamenti si spostarono alla festa vicina più importante, Natale.

L’omone con la barba bianca e il sacco pieno di regali, invece, nacque in America dalla penna di Clement C. Moore, che nel 1822 scrisse una poesia in cui lo descriveva come ormai tutti lo conosciamo (in tutti i vari aspetti, come la slitta trainata dalle renne e la consegna dei doni attraverso il camino), mentre alla fine dell’800 il disegnatore Thomas Nast realizza un ritratto di Santa Claus con abito rosso e folta barba bianca.

Questo nuovo Santa Claus ebbe successo, e dagli anni Cinquanta conquistò anche l’Europa diventando, in Italia, Babbo Natale.

Le curiosità sulla tradizione dell’Albero di Natale

Vi siete mai chiesti come sia nata l’usanza di addobbare un abete per celebrare il Natale?

Si pensa che abbia origini pagane: poiché l’abete è una pianta sempreverde, i Druidi – i sacerdoti celti – fecero di quest’albero un simbolo di vita e lo onoravano in varie cerimonie. Per i Vichinghi questa pianta aveva poteri magici: veniva tagliata, portata a casa e decorata con frutti come buon auspicio per la fertilità che la primavera avrebbe ridato loro.

L’idea dell’abete come rappresentazione della vita eterna venne, poi, ripresa anche dai cristiani e scelta fra tutti gli alberi sempreverdi per la sua forma triangolare, che rappresenterebbe la Santa Trinità.

A livello più folkloristico fu a Tallinn (Estonia) che nel 1441 venne eretto un grande abete nella piazza del municipio, attorno al quale uomini e donne non sposati ballavano alla ricerca di un’anima gemella, mentre in Germania si racconta di un albero decorato a Brema nel 1570 con mele, noci, datteri e fiori di carte.

Tuttavia, il primo vero albero di Natale, così come lo conosciamo noi, fu introdotto in Germania nel 1611 dalla Duchessa di Brieg che, secondo la leggenda, aveva già fatto adornare il suo castello per festeggiare il Natale, quando si accorse che un angolo di una delle sale dell’edificio era rimasto completamente vuoto. Per questo, ordinò che un abete del giardino del castello venisse trapiantato in un vaso e portato in quella sala.

La tradizione fece fatica a trovare diffusione totale in quanto identificato come simbolo di tradizione protestante (tale era diventata la Germania) fino alla svolta del congresso di Vienna. Nel 1840 la duchessa d’Orleans fece addobbare il primo albero in un paese cattolico e a sdoganare la tradizione a livello universale.

L’albero natalizio come lo conosciamo oggi è dovuto invece allo statunitense Edward H. Johnson (socio del famoso inventore Thomas Edison), che utilizzò per la prima volta delle luci elettriche per addobbare l’albero della propria abitazione nel 1885 e appena dieci anni dopo anche la Casa Bianca si dotò del proprio albero natalizio addobbato con luci elettriche.

Le origini della Befana

La Befana descrive quella figura folcloristica legata alle festività natalizie che tutti conosciamo, tipica originariamente di alcune regioni italiane e poi diffusa poi in tutta Italia. Il suo nome deriva dalla corruzione lessicale di Epifania, dal greco epifáneia (apparire), che si è evoluta attraverso bifanìa e poi befanìa.

L’origine della figura della Befana è invece probabilmente pagana. Risalgono infatti al X-VI secolo a.C. riti legati ai raccolti all’agricoltura in varie regioni di tutta Italia e in onore del dio persiano Mitra o ad altre divinità celtiche. I Romani credevano in occasioni di queste ricorrenze di notte delle figure femminili (ci sono varie interpretazioni in merito, forse la più comune è quella che le identifica in Diana, la dea lunare non solo legata alla cacciagione, ma anche alla vegetazione) volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti, da cui il mito della figura “volante“.

Nel Medioevo, con la condanna di tutti riti e le credenze pagane da parte della Chiesa, tale figura (benché benevola) fu associata a quella di una strega e rappresentata su una scopa volante, ritenuto strumento di stregoneria, e come una vecchia (a simboleggiare l’anno vecchio).

La “redenzione” della figura della Befana sarebbe dovuta ad una leggenda cristiana del XII secolo, secondo cui i Re Magi, non riuscendo a trovare la strada per Betlemme chiesero informazioni a una signora anziana. La donna diede le informazioni richieste ma non seguì i tre Magi a far visita al piccolo. In seguito, pentitasi di non averli seguiti preparò un cesto di dolci, uscì di casa per cercarli, ma non li trovò. Così si fermò a ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.

La tradizione di appendere la calza dove i bambini trovano tali doni, invece, sembra attingere di nuovo ai secoli precedenti. Una leggenda dice infatti che Numa Pompilio, uno dei famosi sette re di Roma, avesse l’abitudine di appendere durante il periodo del solstizio d’inverno una calza in una grotta per ricevere doni da una ninfa. E lo stesso dicasi per il carbone: inizialmente veniva inserito insieme ai dolci come simbolo positivo rituale dei falò. Fu poi la Chiesa a trasformare il significato del carbone come punizione per i soli bambini che si erano comportati male durante l’anno precedente.

L’origine del Presepe

La rappresentazione della natività di Gesù Cristo è una pratica antichissima, iniziata da semplici disegni stilizzati (dal III-IV secolo, quando i cristiani raffiguravano nei loro luoghi di ritrovo, come ad esempio le catacombe, le immagini di Maria con il piccolo Gesù in grembo) per poi evolversi, nel corso dei secoli, fino a una vera e propria espressione artistica

Il primo presepe nel senso moderno del termine, però, si fa comunemente risalire a quello inscenato da San Francesco d’Assisi durante il giorno di Natale del 1223, nel piccolo paese di Greccio (vicino Rieti). Nel 1220 San Francesco aveva compiuto un pellegrinaggio in Terra Santa (Palestina) per visitare i luoghi della nascita di Gesù Cristo, ed era rimasto talmente colpito da Betlemme che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poter uscire dal convento di Greccio per inscenare la rappresentazione della natività.

Il primo presepe della storia venne allestito nei pressi del bosco vicino al paese, in una grotta. Francesco portò in una grotta la mangiatoia con la paglia e vi condusse il bue e l’asino (non c’erano la Vergine Maria, Giuseppe e il bambinello). La popolazione accorse numerosa e così il santo poté narrare a tutti i presenti, che non sapevano leggere, la storia della nascita di Gesù.

Seguendo l’esempio di San Francesco le prime rappresentazioni della natività con tanto di scenografia e statuine scolpite fecero la loro comparsa nelle chiese in tutta l’Italia centrale.

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Nel corso del XV secolo il presepe raggiunse la città di Napoli e (con il sostegno del Papa) conquistò un posto anche nelle case nobiliari, sotto forma di soprammobile. Nel Settecento raggiunse livelli espressivi originali e ricercatissimi, divenendo motivo di vanto per le famiglie che facevano a gara per avere il presepe più sfarzoso, mentre per arrivare ad averlo presente in tutte le case popolari (e a sancirlo come tradizione natalizia di tutti) bisogna attendere il XIX secolo.

Il significato della Stella Cometa

Conosciamo tutti la stella di Betlemme (o stella cometa) come quel fenomeno che, secondo il racconto del Vangelo secondo Matteo, guidò i Magi a far visita a Gesù appena nato.

Il termine stella cometa in realtà accorpa due corpi celesti completamente dissimili tra loro: la stella, che è di grandi dimensioni, si trova a enormi distanze dal sistema solare, fissa e puntuale; e la cometa che è di piccole dimensioni, si trova all’interno del sistema solare, è mobile e con una forma non fissa.

In realtà la rappresentazione a forma di cometa e la dicitura “stella cometa” derivano da Giotto, che nel 1301 la disegnò appunto come una cometa dalla lunga coda nella Cappella degli Scrovegni a Padova, rimasto impressionato dal passaggio della cometa di Halley.

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Dal XV secolo ebbe una straordinaria fortuna artistica, tanto che venne adottata nelle rappresentazioni della Natività e del presepe.

 

Le curiosità dei nostri lettori

Abbiamo pensato di coinvolgere i nostri lettori, sia web che social, per cui questa sezione (attualmente ancora vuota) conterrà tutte le curiosità sul Natale che ci verranno segnalate, così da creare un vero e proprio compendio di tutte le curiosità sul Natale, anche le più semplici e sconosciute.

E tu? Hai una curiosità da segnalarci? Postala nei commenti, le migliori verranno pubblicate ed approfondite qui!

 

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Un pensiero su “5 curiosità sul Natale (più una)

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